Gruppo Atletico Coin 31 Luglio 2010
Sabato
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Grandi novità nel nuovo decennio; apertura alle atlete

Foto di gruppo della squadra junior

Foto di gruppo della squadra junior

Gli anni settanta sono, per le magliette nere del Coin, un periodo di interessanti novità a livello di ordinamento societario. Tra queste, quella che maggiormente risalta è l'apertura alle ragazze: il Coin adotta la GBC, una società femminile nata anche per interessamento di Valla e di Ossena. E' un gesto in sintonia coi tempi: anche nello sport le donne ottengono ruoli e spazi. Le ragazze del G.A. Coin dimostrano subito di saperci fare. Primeggiano nel Veneto e sono in grado di classificarsi per due anni consecutivi, nel '77 e nel '78, al terzo posto nei Campionati Nazionali Juniores. Nel '77 anche la squadra Allieve ottiene il terzo posto in Italia, mentre nel '79 la squadra maggiore è nona assoluta.

La riorganizzazione della sezione dirigenziale avviene secondo lo stile caro ad Aristide Coin, assorbendo nei quadri soprattutto ex atleti: sono i segni di una continuità familiare e di un affetto che non viene a mancare neanche quando si appendono le scarpette al chiodo. Allo stesso tempo giungono confortanti segnali anche dagli uomini: oltre al settore assoluto, tra le cui file si possono contare atleti di grosso calibro, anche le giovani leve ottengono costantemente ottimi risultati. Il vivaio è e sarà sempre il cuore del G.A. Coin che è stata una delle poche società a presentare per lunghi anni una squadra competitiva sia nelle categorie giovanili che in quella assoluta. Il '74 è coronato dal nono posto nella finale dei Campionati Italiani Assoluti per società, disputatisi a Reggio Emilia. Per i protagonisti di allora, quell'esperienza rievoca spontaneamente un episodio curioso: si disputa la gara del salto in lungo e per il Coin salta l'ottimo Giovanni Battista Ferrari. I primi due tentativi si concludono però con due nulli e al terzo deve giocarsi tutto; i compagni di squadra preoccupati fanno cerchio attorno alla pedana, in testa a tutti il gigantesco Franco Sorato. La tensione è palpabile: quando Ferrari si stacca da terra, il piede è di un nonnulla oltre l'asse di battuta. Ma King Sorato esplode immediatamente in un urlo di gioia, lui (e lui solo) è convinto che tutto sia regolare. Tale è la tonante sicurezza del capitano, prontamente imitato dai compagni, che i giudici, dopo un attimo di esitazione, convalidano il salto e i punti del lungo arrivano.

Roma 1974. Bergamo e Bordignon agli Europei

Roma 1974. Bergamo e Bordignon agli Europei

Il 1974 è anche l'anno che vede la consacrazione definitiva di Rudy Bergamo, saltatore destinato ad arrivare alla maglia azzurra e al sesto posto olimpionico di Montreal '76. Il tutto condito da due primati italiani assoluti nel '76 e nel '78: prima 2,22 e poi 2,24. A metà decennio si vede anche il "varo" del primo Consiglio Direttivo: con Giovanni Valla, il Presidentissimo, collaborano Francesco Ambrosi, Giuseppe Crugliano, Luigi Cuccetti, Maurizio Danieli (primo esempio di atleta-dirigente), Giorgio Lizza, Mario Paveggio, Ettore Varponi, Ernesto Zennaro, Sergio Zorzi e ovviamente Armando Ossena, Vice Presidente nonché Presidente della squadra femminile. Per curare i singoli settori arriveranno poi ex atleti di nome, ben felici di aiutare altri giovani a seguire la strada che essi stessi hanno già percorso con tanta passione. Sono i "vecchi leoni" degli anni pionieristici: Alfredo Monego, che ancora oggi segue i settori velocità e ostacoli, Umberto Bordignon, che cura il gruppo salti e prove multiple; e poi Massimo Di Tonno, Angelo Sacco, Gianfranco Sommaggio, Maurizio Cassin, Sandro Darlante, Roberto Miele, tutti ex magliette nere.

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